IL MUSEO DI S. GIULIA

Sito UNESCO

Allestito all'interno del Monastero longobardo di S. Salvatore-S. Giulia, dal 2011 Patrimonio mondiale dell'umanità, il Museo di S. Giulia è considerato uno dei complessi museali più belli ed interessanti d'ItaliaCentro architettonico e archeologico di enorme importanza nelle sue strutture rivela millecinquecento anni di storia "strato su strato". 

Fondato nel 753 su resti di domus romane da Desiderio ultimo re dei Longobardi, il monastero è stato più volte ingrandito nel corso dei secoli successivi. Si trovano così, nello stesso luogo, testimonianze affascinanti del passare dei secoli e della vita che le monache vi hanno svolto.

E' qui che Alessandro Manzoni ambienta la scena più famosa della sua tragedia l'"Adelchi", è qui che Ermengarda, figlia di Desiderio, muore dopo il ripudio del marito Carlo re dei Franchi e futuro imperatore col nome di Carlo Magno, accolta dalla sorella, prima badessa del monastero. Famosissimo l'incipit della scena: "Sparsa le trecce morbide / sull'affannoso petto (...)"

Nelle sezioni museali viene raccontata la storia di Brescia e del suo territorio dalla preistoria all'età moderna ma sono particolarmente note le sezioni romana e longobarda per la spettacolare combinazione tra gli ambienti del monastero e gli oggetti esposti.

Le opere e i resti romani, tra i quali la famosissima la "Vittoria Alata", si trovano intorno al grande chiostro rinascimentale da cui si passa all'adiacente area archeologica delle "Domus dell'Ortaglia": ricche case corredate di mosaici e affreschi ritrovate al di sotto dell'area coltivata ad orto dalle monache di S. Giulia.

La sezione altomedievale del museo conduce alla chiesa di S. Salvatore, uno dei soli sette edifici longobardi rimasti in alzato in tutta Italia e principale motivo della nomina del monastero a sito UNESCO.

In Santa Maria in solario, l'oratorio delle monache, alle cui spesse pareti medievali in pietra si sovrappongono affreschi cinquecenteschi, è esposta la cosiddetta "Croce di re Desiderio", splendida croce processionale di età carolingia impreziosita da 212 gemme.

Di grande fascino è il Coro delle monache, alto al di sopra della chiesa longobarda e completamente affrescato nel corso del XVI secolo.

Il monastero è un unicum con la sua eccezionale stratificazione storico-artistica e un luogo di straordinaria importanza quale testimonianza del ruolo assunto dal Longobardi nella costruzione della futura nuova Europa di Carlo Magno.

Momentaneamente il museo ospita anche la Pinacoteca Tosio Martinengo di cui espone una selezione delle opere più importanti. Vi si possono ammirare i grandi del Rinascimento bresciano (Foppa, Romanino, Moretto e Savoldo) ma anche tanti altri autori le cui opere sono state raccolte nel corso dei secoli dai donatori della pubblica collezione: Raffaello, Lorenzo Lotto, Giacomo Ceruti (il Pitocchetto)...

 

Per informazioni o per combinare quanto proposto con qualsiasi altra meta in città o in provincia di Brescia, Verona, Bergamo, Mantova, Cremona e Milano potete contattare l'Associazione Il Mosaico senza alcun impegno

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