Il Polittico Averoldi di Tiziano

Nel 1522 vengono collocate sull'altare maggiore della chiesa dei Santi Nazaro e Celso a Brescia, dove sono tutt'ora custodite, le cinque tavole del "Polittico Averoldi" di Tiziano. Da quel momento divengono uno punto di riferimento artistico fondamentale per i pittori bresciani del Rinascimento; Moretto e Romanino dovettero essere tra la folla davanti all'altare nel giorno dell'inaugurazione. Commissionata dal Nunzio apostolico a Venezia Altobello Averoldi appositamente per la collegiata dei Santi Nazzaro e Celso della sua città natale, in quest'opera Tiziano esprime una visione trionfante della fede ed esalta i principi fondamentali della dottrina cattolica. Dovendo far fronte alla richiesta di dipingere un polittico, secondo una tradizione che appare ormai superata, Tiziano ricrea l'unità della pala d'altare allestendo una composizione dinamica con al centro un glorioso Cristo risorto. Le figure dei protagonisti, dalla straordinaria forza espressiva e dall'imponente senso plastico, si rimandano l'un l'altro con sguardi e gesti le cui direttrici convergono in fine potentemente verso la scena centrale della Resurrezione. In quest'opera Tiziano rinuncia al morbido cromatismo veneto in favore di effetti luministici vibranti, che restituiscono una scena di intensa drammaticità. Il polittico bresciano segna infatti per il pittore veneto la conclusione dell'esperienza giovanile giorgionesca e l'aprirsi a nuovi stimoli più maturi, quali la statuaria classica e la cultura figurativa centro-italiana, in particolare quella di Michelangelo.

PER APPROFONDIRE

Il Polittico Averoldi

La Collegiata dei Santi Nazaro e Celso

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